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Palle da basket di Mec

Mec BERNASCONI (La Regione Ticino 12.11.2009)
 

()… Mi ha fatto pensare quanto sentito e letto a proposito del Bellinzona Calcio e del fatto che i tifosi abbiamo fatto minacce e pressioni sui dirigenti perché non arrivasse un allenatore

X o Y. Ai tempi di Sergio Ponzio, a cavallo degli anni 90, quelli della sua gestione vittoriosa del Basket Bellinzona, si giocava ancora all’Arti e Mestieri. A un certo punto della stagione, con la palestra sempre gremita all’inverosimile a seguire e tifare Mrazek e compagni, una parte del tifo cominciò ad assumere toni e contenuti di bassa lega. Ponzio intervenne in modo deciso e i capipopolo di allora lo minacciarono di non andare più a sostenere Whelton e i suoi ragazzi. Ponzio disse a chiare lettere  che se era  per quel genere di tifo potevano benissimo starsene a casa. Bellinzona perse così una parte del suo pubblico, che non tornò nemmeno quando si costruì il Palazzotto, ma la presa di posizione della società fu senza dubbio positiva e anche educativa. Quello che successe in seguito a livello dirigenziale non fu affatto edificante, è vero, e nessuno si permetterebbe mai di negarlo, ma quella volta il segnale fu chiaro….

 

Fette di salame, di melone e un po’ di arteriosclerosi

VINCENZO LACALAMITA,ARBEDO (La Regione Ticino 20.11.2009)

 

Mi permetto prendere posizione in merito a quanto letto il 12 novembre nella rubrica “Palle da basket” a firma del signor Mec Bernasconi.

“Nell’ambito della rubrica dedicata al punto sul campionato di LNA di pallacanestro il vostro opinionista (Mec Bernasconi) ha deciso di tracciare un parallelismo tra quanto è successo tra alcuni sostenitori dell’ACB e la sua dirigenza in rapporto a quanto capitò sotto la gestione di Sergio Ponzio (Bellinzona Basket) in tale contesto, a mio avviso improponibile ed al limite del buongusto.

Sergio Ponzio, come molti ricorderanno, creò e fece in modo di distruggere il movimento cestistico maschile della capitale sulla base di differenti argomentazioni, oltre che di molti pretesti (in vero, questo a mio avviso capitò anche nell’ambito dei diversi fallimenti che le sue ditte patirono in seguito). Sparì dalla circolazione e lasciò in brache di tela amici, dipendenti, tifosi, parenti, società ed Enti pubblici.

La dirigenza che restò a gestire il tracollo della società sportiva era composta da persone di buona volontà, tuttavia dal portafoglio sgonfio. Alcuni di loro, tra cui il sottoscritto (definiti nell’articolo come dirigenti dal comportamento poco edificante), dovettero mettere mano al proprio borsellino per regolare quote di oneri sociali impagati sin dal 1989.

Sergio Ponzio attualmente vive in Argentina e talvolta alcuni conoscenti riportano notizie sul suo conto dal ritorno dalle vacanze o dal bagno fatto nella piscina della sua villa.

Per rispetto di coloro che per colpa del “ciclone Ponzio” si trovarono confrontati con problemi finanziari e/o occupazionali, sarebbe opportuno, per indicare insegnamenti, cercare parallelismi altrove.

Perché è triste, molto triste costatare che una persona che ha fatto parte di quella società a conoscenza delle pratiche di gestione di Ponzio, tenti di contrabbandare, apparentemente con una punta di nostalgia (spero solo sportiva?), le sue gesta a mo’ di esempio da seguire (anche se limitato al caso dei tifosi).

Per concludere colgo l’occasione per ricordare che coloro che non credono al momento di avere né fette di salame davanti agli occhi né quelle di melone e che credono di non essere affetti ad arteriosclerosi, attendono ancora di leggere, come promesso, un approfondimento sulle società che lavorano e lanciano giovani in LN (mi riferisco evidentemente al settore femminile).

“Magari prendendosi il tempo di assistere ad una partita del Bellinzona o della Muraltese”.

Gestione Ponzio e confusione di concetti

MEC (La Regione Ticino 21.11.2009)

Risposta alla lettera del signor Lacalamita (Cfr. ‘laRegione’ di ieri, pag. 34):

Riceviamo e pubblichiamo. Purtroppo, la non conoscenza della lingua italiana, permette alle persone di confondere i soggetti e di bellamente denigrare anche chi scrive in italiano fatti e non solo parole.

Il signor Lacalamita, per il quale ho sempre espresso stima e con lui per i suoi collaboratori di allora, che hanno tenuto a galla il basket dopo il cataclisma Ponzio, e hanno anche pagato di tasca loro, ha confuso soggetti e oggetti.

Nel mio articolo scrivevo, dopo aver messo in evidenza la presa di posizione di Ponzio nei confronti dei tifosi:

“Quello che successe poi a livello dirigenziale non fu affatto edificante e nessuno si permetterebbe mai di negarlo”.

Per chi conosce il mio vissuto e ha letto a quel tempo i miei articoli e, soprattutto, capisce l’italiano, è ovvio che sono i dirigenti (ovvero lo stesso Ponzio e forse qualcuno che gli stava accanto), che affossarono la società.

Ponzio litigò con tifosi nel 1992 (e la sua posizione intransigente la ritengo tuttora positiva) ma creò i disastri cinque anni dopo. Quindi, quando scrivo che “nessuno si sogna di negare l’evidenza dei disastri” non può certo pensare in un mio elogio a tutte le miserie derivate da fallimenti e fughe dell’allora presidente Ponzio: tantomeno leggervi nostalgia (e senza alcun contrabbando).

Sulle società che lanciano i ragazzi, con i riferimenti a Bellinzona e Muraltese, ci sono colleghi preposti alla Lega B e ai settori giovanili che informeranno, come il giornale ha sempre fatto, per altro come e più degli altri quotidiani; non è compito mio, insomma.

Da ultimo due parole: a parte il rispetto che ci vuole per chi ha l’arteriosclerosi, che non è un difetto o qualcosa di voluto, quanto una malattia degenerativa e quindi poco controllabile (penso di non esserne ancora affetto, per fortuna), bisognerebbe avere rispetto anche per il nobile salame, soprattutto se nostrano (questa è vera nostalgia), che è una prelibatezza e che non va sprecato né sugli occhi e neanche va incartato nei libri di italiano.

Per il melone nessun commento, a me risulta indigesto, persino quando si… rompono.

VINCENZO LACALAMITA,ARBEDO

23 novembre 2009 (lettera spedita al quotidiano ed arbitrariamente  non pubblicata perché intesa come polemica e non per chiarire le reciproche posizioni!!!!!!). Decisone presa secondo quanto ci è stato detto dal caporedattore Signor Bertagni.

In considerazione a questa presa di posizione, che ritengo leda i miei diritti di replica, in futuro rinuncerò a prendere posizione, in merito a qualsiasi altra problematica sulle colonne del quotidiano in oggetto.  

Lezione d’italiano e dintorni

 

Egregi Signori mi permetto replicare al Signor Bernasconi per l'ultima volta, poiché, in caso contrario, il tutto diverrebbe, a mio avviso, ridicolo oltre che di difficile comprensione  per i lettori.

A prescindere dalla padronanza della lingua italiana, dalle preferenze culinarie, dalle conoscenze in ambito medico del vostro articolista, il contenuto della sua replica cerca nuovamente di mascherare l'infelice paragone proposto nel suo articolo di due settimane orsono, dove intravedeva un parallelismo tra la gestione Ponzio (Bellinzona Basket) con quella dei dirigenti dell'ACB attuale al cospetto dei tifosi.

A parte, quindi, la grandezza dei meloni, che ho capito stargli indigesti oltre che rompergli... (anche se sia il salame sia i meloni e i biscotti della signora Pina in genere li tira in ballo lui nei suoi articoli) resta il fatto che vorrei capisse che l'allontanamento di una cinquantina di tifosi del Bellinzona Basket dell'epoca, rispetto a quanto sarebbe potuto succedere con i tifosi dell'ACB d’oggi, é profondamente differente.

Da un parte Ponzio che, in qualità di "Deus ex macchina" della società, interessava ben poco l'opinione dei tifosi (della serie "pago" io e quindi comando io), dall'altra una società che si é sempre distinta e si distingue tuttora per l'attaccamento dei tifosi ai destini del Club, e che non può quindi permettersi il lusso di perderne.    

 

Per concludere ribadisco comunque che le promesse formulate negli articoli apparsi sotto la sua rubrica dovrebbero essere mantenute e non scaricate ad altri. Visto che ritiene di non essere affetto ad alcuna forma d’arteriosclerosi, si tratterà sicuramente d’altro problema. Sarebbe opportuno che rileggesse quanto ha scritto recentemente per rendersene conto. Eventualmente gli posso fornire le copie degli articoli...

 

Distinti saluti

 

V. Lacalamita

 

 

 

 

 

 

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